Un alveare è la struttura più complessa che si può trovare in natura

Un alveare è la struttura più complessa che si può trovare in natura, ma pochi ne conoscono l’importanza ed è oer questo che sono qui in breve a spiegarlo. Considero le api dei piccoli ingegneri che sono riuscite, tramite un lavoro di comunità, a costruire delle celle a forma esagonale. Queste celle tutte uguali costituiscono la base della vita stessa delle api. Celle che nascono in forma cilindrica, poi grazie ad un lavoro di squadra e aumentando la temperatura dell’ambiente modificano la cera prendendo la forma esagonale.Questa forma esagonale è scelta per la migliore utilizzazione dello spazio.Grazie a queste celle le api hanno la possibilità di costruire il loro percorso di vita creando una gerarchia sociale.Le api appartengono ad un “superorganismo”, cioè che ogni elemento all’interno di una famiglia per vivere deve appartenere ad una società che garantisca loro la sopravvivenza dell’intero sistema vitale.Questa gerarchia sociale arriva ad ospitare fino a 60.000 api, il numero dipende dalla specie a cui appartengono, che sono suddivise in caste:Ape reginaApe operaiaApe maschile(fuco) Le api sono tutte femmine a parte il fuco. Le differenze fenotipiche delle api operaie e dell’ape regina che alla nascita sono identiche, sono dovute alla loro diversità di alimentazione acquisendo caratteristiche morfologiche diverse. La regina a diversità delle operaie viene alimentata dalla pappa reale,  e pensate, grazie a questa alimentazione è in grado di vivere fino a 5 anni contro i 20 giorni di media dell’operaie. La regina sviluppa l’addome, le ghiandole di ovoposizione a differenza delle operaie che rimangono sterili grazie ad un ormone emesso dalla regina e dalle larve che lo inibisce. La sacca velenifera viene inibita fin dalla nascita perché non è uno strumento di difesa necessario ma il pungiglione rimane per la supremazia reale con altre api regine. La pappa reale secreta dalle ghiandole mandibolari delle api nutrici fa acquisire il diritto reale all’ape regina in una cella piu grande delle altre api. Ognuno di noi ha sempre pensato che la regina fosse il sovrano indiscusso dell’alveare, ma in realtà non è così, perché la decisione spetta alle api operaie che sono influenzate solo in parte nel comportamento da ormoni che la regina stessa rilascia. L’ape regina è l’unica alla quale è permesso di accoppiarsi per poi generare altre api fino ad una ovoposizione di 2000/2500 uova al giorno. I primi voli che compie sono quelli di perlustrazione per poi compiere quelli di fecondazione con più fuchi ad una altezza fino a 30 metri e lontano dall’alveare. Questi voli di fecondazione lontano dall’alveare, in punti ben precisi, permettono la non consaguignità della specie. L’ape regina è in grado di fare uova fecondate e non a differenza delle operaie che sono solo non fecondate. Le api operaie sono quelle che rappresentano la maggioranza in un alveare, sono tutte sterili e compiono tutti i lavori pesanti. Nella sua vita l’ape operaia assume compiti ben specifici, cambiando diverse  mansioni importanti nella gestione alveare.Lo sviluppo di un ape avviene nella cella e inizia da uovo per passare a larva, puba e per finire in quell’nsetto completo che noi conosciamo. L’ape operaia dal momento che nasce viene alimentata da polline e miele. Le mansioni dell’ape sono infinite, ne elenco solo una parte di esse: dalla costruzione di cera, alla funzione di infermiera,  dal magazzinamento del nettare e del polline, alla guardiana etc. La mansione più importante insieme all’acudimento della regina, avviene quando spicca il volo dall’alveare e permette la sopravvivenza delle altre api prelevando risorse dall’esterno. Le principali risorse che portano a casa sono il polline, il nettare, il propoli, l’acqua e prodotti zuccherini rilasciate da alcune piante.Le api operaie raccolgono il nettare dai fiori con una lingua chiamata ligula e lo trasportano fino all’alveare. Il nettare raccolto nel volo ha iniziato il procedimento di trasformazione del nettare all’interno della sacca melaria per poi rilasciarlo da ape in ape per trasformarlo in miele e quest’operazione viene chiamata trafalassi. Quest’operazione è molto importante per la lavorazione del nettare perché permette la trasformazione in zuccheri semplici fino ad ottenere il miele che noi tutti conosciamo. Questo miele sarà immagazzinato in cellette poste all’esterno della famiglia o in prossimità della covata. L’acqua all’interno del miele prodotto è ancora in percentuale elevata per poter essere conservato e le api tramite un lavoro di ventilazione lo deumidificano. Il miele una volta ultimato viene chiuso con uno strato di cera chiamato opercolo per essere conservato. Alcune api trasportano il polline miscelandolo nel volo, con miele e enzimi per prolugarne la durata. Questo polline che sarà dedicato all’alimentazione delle larve, sarà immagazzinato nelle cellette e viene chiamato pane di polline. Questo lavoro delle api sarà effettuato fino al loro ultimo giorno di vita per garantire la sopravvivenza del resto della colonia. Quando la colonia è sopraffollata avviene la sciamatura che non è altro che un modo naturale di creare una nuova famiglia. La sciamatura permette una presenza costante nel territorio di insetti impollinatori. La suddivisione della famiglia avviene in diversi modi e questo varia dalla specie dell’ape. Alcune api più anziane prima della sciamatura sono destinate alla ricerca del nuovo nido non lontano da quello madre ma con le stesse caratteristiche di quello precedente. La nostra ape ligustica, in caso di sovraffolamento permette la nascita di piu regine all’interno della famiglia e prima della loro nascita la piu anziana lascia il nido con la maggior parte delle api nella direzione della nuova abitazione. Un volo verso l’ignoto senza possibilità di errore, perché in tal caso sarà pagato con la morte dell’intero alveare. La nuova regina che nasce dovra far valere il suo diritto reale con le altre sorelle e solo una riuscirà ad averla vinta. Il fuco creato da un uovo non fecondato, è destinato ha una vita di ozio all’interno dell’alveare e il suo compito principale è quello di fecondare la regina vergine dopodiché muore. Il secondo compito è quello di scaldare l’alveare in caso se ne presenti la necessità. La vita di un fuco è di media 50 giorni, ma essendo considerato uno spreco di risorse dopo la stagione estiva viene ucciso dalle operaie e bandito fuori dall’aveare  destinato a morte certa. Un superorganismo per convivere in serenità deve avere certe caratteristiche e quello più importante è saper comunicare. Questa comunicazione può avvenire  tramite vibrazioni che provoca suoni e questi suoni creano una frequenza. Questa frequenza si aggira in media sui 250 Hz. Le vibrazioni sono amplificate all’interno dellalveare dalla conformazione delle celle nel favo. Altri metodi di comunicazione sono i feromoni rilasciate dalla regina o dalle altre api operaie. I feromoni rilasciati dalla regina, cosiddetti primari servono a rilassare e mantenere l’ordine all’interno della colonia. I feromoni rilasciati sono molteplici e solo accoppiati in 5 riescono ad ottenere la risposta desiderata. Un esempio è quello che segnala la presenza della regina che inibisce la costruzione di celle reali. Se questo feromone viene a mancare le api operaie cercano di produrre altre regine e avviene la sciamatura. Un feromone serve per attrarre i fuchi per l’accoppiamento in volo e così via. I feromoni rilasciate dalle api operaie, cosidetti secondari, servono a dare risposte specifiche di eventi. Questi feromoni servono ad allarmare la colonia e sono utilizzabili a indicare risorse all’esterno dell’alveare. Ognuno di questi feromoni impartisce un comportamento diverso tra loro.Il più conosciuto modo di comunicare tra loro è stato scoperto da uno studioso austriaco piu di 50 fà e indica in modo esatto della posizione e della ricchezza delle risorse per il fabbisogno della colonia. Questo insetto eusociale lo rende un superorganismo e in una categoria mondiale di comunicazione occupa la quarta posizione.
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Autore: Pietro Ruscelli

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